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sabato 20 dicembre 2008

infiorescenze nelle angiosperme

Infiorescenze

Tutti i tipi complessi di infiorescenza si evolsero da infiorescenze a pannocchia chiuse. La tendenza evolutiva è da fiori grandi a fiori piccoli, riuniti in infiorescenze che simulano un unico fiore (pseudanzio, come nelle Compositae). Alla diminuzione della dimensione dei fiori corrisponde anche l’aumento del numero degli stessi. Le foglie sono spesso inesistenti o trasformate (bratteole).

venerdì 19 dicembre 2008

Il sesso dei fiori e la determinazione della sessualità della specie nelle angiosperme

Il sesso dei fiori e la determinazione della sessualità della specie nelle angiosperme

In base al sesso dei fiori si distinguono:
  1. Fiori ermafroditi: che possiedono stami e ovari. Sono la condizione primitiva.
  2. Fiori unisessuali: maschili che possiedono solo stami e femminili che possiedono solo ovari. Sono la condizione derivata.
In base al sesso dei fiori, viene definita la sessualità in una specie:
  1. Specie monoiche: un individuo possiede solo fiori unisessuali maschili e un altro solo fiori unisessuali femminili.
  2. Specie dioica: ogni individuo possiede fiori ermafroditi.
  3. Specie poligama: gli individui possiedono fiori sia ermafroditi che unisessuali.

Evoluzione del fiore e cambiamento della sua simmetria

Evoluzione del fiore e cambiamento della sua simmetria

Nell’evoluzione si assiste anche ad un cambiamento di simmetria del fiore:

  1. Fiori asimmetrici primari: sono i più primitivi da cui si evolvono i fiori simmetrici.

  2. Fiori polisimmetrici: con più di 2 piani di simmetria (multilaterali, raggiati o attinomofi).

  3. Fiori disimmetrici: con 2 piani di simmetria (bilaterali).

  4. Fiori monosimmetrici: con un solo piano di simmetria (dorsoventrali o zigomorfi).

  5. Fiori asimmetrici secondari: senza piani di simmetria.

La derivazione di questi tipi di simmetria generalmente è:

  • Da fiori asimmetrici primari a fiori polisimmetrici.

  • Da fiori polisimmetrici a fiori di simmetrici.

  • Da fiori polisimmetrici o disimmetrici a fiori monosimmetrici.

  • Da fiori monosimmetrici a fiori asimmetrici secondari.


Origine degli elementi perianziali dei fiori

Evoluzione del fiore nelle Anguiosperme

Fiore

Nell’evoluzione del fiore si osserva una riduzione delle dimensioni ed un’oligomerizazzione dei verticilli (si riducono di numero), unita ad un accorciamento dell’asse fiorale, formando il ricettacolo. Inizialmente gli elementi fiorali si dispongono a spirale su un ricettacolo molto lungo, ma l’entomofilia ha promosso una disposizione differente del fiore. Infatti i primi insetti impollinatori erano coleotteri che, con il loro apparato masticatore, aggredivano facilmente sia il polline sia l’ovario.
Perciò l’ovario tende ad essere sempre più approfondito nel ricettacolo per avere protezione. Vi sono 2 teorie:
Teoria ricettacolare: prevede la trasformazione del ricettacolo, che da conico e allungato diviene un disco appiattito, poi incavato e infine un tubo, fondendosi con l’ovario (da ovario supero a ovario infero).
Teoria ipoanziale: prevede che le parti fiorali si fondano e chiudano l’ovario in un ipanzio.
Sulla base di questi caratteri si identificano:
Fiori aciclici primitivi (Calicanthus): privi di verticilli, con elementi fiorali posti a spirale sull’asse. Sono primitivamente asimmetrici.
Fiori emiciclici (Ranunculus, Magnolia): possiedono calice e corolla ciclici ma gli stami e l’ovario sono disposti a spirale.
Fiori ciclici (dominanti): tutti gli elementi sono posti su verticilli.
I tipi di fiore si distinguono in base al numero di verticilli che costituiscono il perianzio:
Fiori aclamidati: privi di perianzio.
Fiori aploclamidati: hanno un verticillo del perianzio.
Fiori diploclamidati: hanno due verticilli nel perianzio, si dividono in eteroclamidati, con calice (sepali) e corolla (petali) e omoioclamidati con soli tepali.

giovedì 18 dicembre 2008

Apparato vegetativo angiosperme


Apparato vegetativo

Presentano un portamento arboreo (generalmente simpodiale) o più comunemente erbaceo.

Il legno è eteroxilo con tracheidi e trachee con pareti più sottili. Le trachee, derivate da tracheidi scalariformi, sono un vantaggio evolutivo poiché aumentano la conduzione e permisero più vantaggi per la colonizzazione dell’ambiente terrestre, anche in climi aridi.

Il floema ha veri tubi cribrosi con specifiche cellule compagne che hanno la funzione di coordinare gli elementi dei tubi cribrosi, poiché privi di nucleo.

Le foglie semplici e intere con nervatura pennata sono la forma primitiva (secondo altri sono le foglie composte o lobate). Le nervature tendono a ramificarsi e connettersi: dalle nervature pennate derivano quelle digitate e parallele.

L’apparato radicale può essere allorizico (radice primaria e secondarie) a omorrizico secondario (solo radici secondarie).


mercoledì 17 dicembre 2008

ciclo vitale magnofolita


Ciclo vitale

L’embrione si sviluppa a spese dello sporofito (fase parassita) finché questo non viene disperso, esso è collegato da un sospensore al resto del seme.
L’embrione possiede un numero di cotiledoni da 2 (dicotiledoni) a 1 (monocotiledoni). Le specie monocotiledoni possiedono un solo cotiledone formato per fusione dei due originari. Il taxon delle Dicotiledoneae non ha più valore sistematico, in quanto parafiletico, mentre il taxon Monocotiledoneae è valido, poiché monofiletico, ma sono per lo più chiamate Liliopsida.
La plantula si nutre dei cotiledoni (come saprofita) o ancora del contenuto del seme (come parassita), dopodiché diviene verde e autotrofa.
Il ciclo vegetativo tende a divenire annuale (le piante passano l’inverno come semi) ma nelle piante perenni, generalmente legnose, si ha un periodo di stasi che coincide con la stagione avversa, generalmente l’inverno, in cui vengono perse le foglie (piante caducifoglie). Le piante che effettuano l’estivazione, perdono le foglie in estate (per esempio Euphorbia dendroides).
Il ciclo riproduttivo non coincide con il ciclo vegetativo: nelle piante perenni è ciclico ed è costituito da fioritura, fruttificazione e riposo, nelle piante annuali il seme è una fase che permette la sopravvivenza in climi aridi in modo che, quando ritorna l’acqua, viene prodotta velocemente un’altra generazione, ma se le condizioni climatiche continuano ad essere avverse, il seme rimane in stato di riposo.
Dopo aver prodotto la nuova generazione la pianta annuale, muore.

Caratteri che supportano la monofiletia delle angiosperme


Caratteri che supportano la monofiletia delle angiosperme

L’insieme dei caratteri che portano a supporre un’origine monofiletica delle angiosperme da un comune gruppo ancestrale di gimnosperme sono molti.

  • Non vi è discontinuità morfologica evidente rispetto alle altre spermatofite.

  • Non vi è discontinuità morfologica evidente all’interno delle angiosperme stesso.

  • Possiedono molti caratteri apomorfi, comuni a tutte le angiosperme:

    • Tubi cribrosi e cellule compagne da una cellula iniziale comune.

    • Fiori primitivi con stami inseriti inferiormente ai carpelli.

    • Stami con 2 gruppi di sacche polliniche ed 1 endotecio.

    • Carpelli chiuse.

    • Gametofito maschile con 3 cellule.

    • Gametofito femminile con struttura a 8 nuclei e 7 cellule (primitivamente).

    • Doppia fecondazione.

    • Endosperma secondario triploide.

martedì 16 dicembre 2008

GRADO ANGIOSPERME Sudivisio Magnoliophytina


Sudivisio Magnoliophytina

Compaiono nel Giurassico ed evolvono e diversificano nel Cretaceo, per arrivare nel Quaternario dove sono il gruppo di spermatofite con maggior numero di specie. Non si conosce ancora il loro gruppo primitivo, da cui sono derivate, poiché vi sono lacune nei fossili. L'ipotesi oggi più accettata è che le magnoliofitine siano derivate dalle Lyginopteridopsida (Pteridospermae) o dalle Bennettitopsida.


lunedì 15 dicembre 2008

Subclassis Ephedridae

Subclassis Ephedridae

Ordo Ephedrales

Ephedra

Vivono in zone temperato-calde. Piante arbustive, con fusti verdi molto ramificati, le foglie sono squamiformi opposte o verticillate.
Sono per lo più dioiche, ma vi sono anche specie moniche. I fiori sono posti all'ascella di brattee decussate o in cima ai rami: i fiori maschili hanno uno stame e un perianzio bilobato, i fiori femminili hanno un ovulo con un micropilo rialzato e un perianzio bilobato. I fiori possono anche essere riuniti in infiorescenze ermafrodite. L'impollinazione è entomofila con sirfidi e apidi pronubi.
Si osserva doppia fecondazione, tipica delle angiosperme, fatto sul quale alcuni autori identificano un gruppo monofiletico con le angiosperme: i due spermazi contenuti nel gametofito maschile hanno destini differenti. Uno feconda l'oosfera e originerà perciò l'embrione, l'altro si fonderà con i nuclei vegetativi a dare un tessuto trofico, l'endosperma secondario, che nutrirà l'embrione. Questo è un vantaggio evolutivo, poiché permette un risparmio energetico nel nutrimento di un embrione.

Subclassis Gnetidae

Subclassis Gnetidae

Ordo Gnetales

Gnetum

Sono tropicali e sub-tropicali. Per la maggior parte sono lianose, ma vi sono anche arboree e arbustive. Le foglie sono ellittiche retinervie.

Vi sono specie moniche e dioiche. I fiori sono unisessuali e posti all'ascella di squame circolari concresciute in infiorescenze spiciformi: i fiori maschili sono costituiti da un unico stame circondato da un'unica brattea perinaziale, i fiori femminili possiedono un ovulo, con due tegumenti di cui quello interno allungato in un tubo per sollevare il micropilo, e un perianzio. L'impollinazione è entomofila.

L'endosperma è sia cellularizzato che liquido, perciò tende ad uscire e formare un liquido di impollinazione.

domenica 14 dicembre 2008

Subclassis Welwitschidae

Subclassis Welwitschidae

Ordo Welwitschiales

Welwitschia mirabilis

Vive nel deserto della Namibia. Possiede un fusto conico affiorante alla superficie del suolo ed originato dall'ipocotile, da cui dipartono due sole foglie, opposte, che grazie ad un meristema basale hanno accrescimento indefinito (fino a 3 m), sfrangiandosi in fondo. Le foglie fanno da imbuto e condensano la nebbia in acqua liquida, che viene raccolta dalla coppa del fusto dove sporgono le infiorescenze. La radice è fittonosa e si approfonda per cercare le falde acquifere.
La specie è dioica e le strutture riproduttive sono riunite in strobili. Il fiore maschile ha stami e brattee perianziali, il fiore femminile ha un ovulo con tegumento spesso e brattee perianziali. Da notare che anche il fiore maschile porta un ovario rudimentale, perciò è probabile che in origine i loro antenati fossero ermafroditi, in cui sia avvenuta una separazione dei sessi. L'impollinazione è entomofila ma ancora micropilare, perciò il micropilo è posto su un filamento per aumentare la probabilità di impollinazione.

sabato 13 dicembre 2008

Classis Gnetopsida


Classis Gnetopsida (= Clamidospermae; Subdivisio Clamidospermophytina)

Alcuni autori riuniscono le Bennettitopsida e le Gnetopsida nella divisione delle Anthophyta, poiché considerano le bennettitopside antenate delle gnetopside in quanto le prime possiedono un fiore meno evoluto delle seconde. Ma i loro rapporti non sono così diretti e perciò l'ipotesi è decaduta.

Le gnetopside sono un gruppo filogeneticamente dubbio. Vi sono contenuti 3 generi:

  • Welwitschia, del deserto della Namibia (1 specie).

  • Gnetum, con specie in India, Cina, Guinea, Australia e Brasile.

  • Ephedra, dell’America meridionale, ma si trova anche in Italia: in Trentino e in Sardegna.

Questi 3 generi sono posti in sottoclassi differenti, poiché il loro progenitore comune non è vicino, dato che condividono pochi caratteri:

  • Saldatura parziale della foglia carpellare (quindi un ovario ancora più protetto).

  • Fiori muniti di antofilli perianziali.

  • Legno eteroxilo (tracheidi e trachee).

  • Riduzione progressiva e costante del gametofito.

  • Diffusa poliembrionia.

  • Embrione con 2 cotiledoni.

Inoltre alcuni di questi caratteri sono oggi messi in dubbio: le trachee che danno il legno eteroxilo sono in realtà derivate dalla fusione e allungamento di tracheidi con punteggiature areolate, in pseudotrachee. Anche il fiore, prima considerato omologo a quello delle angiosperme, oggi è considerato analogo.

La paleontologia non ha aiutato a chiarire la loro posizione, poiché sono un gruppo originatosi alla fine del Terziario, forse originatosi dalle bennettitopside. Probabilmente il taxon Gnetopsida è un gruppo di comodo.

Subclassis Pentoxylidae

Subclassis Pentoxylidae

Ordo Pentoxylales

Possiedono elementi meno evoluti rispetto alle bennettitali, perciò alcuni autori le classificano a parte.
Il fusto presentava una polistele. Possedevano foglie linguiformi penninervie. Le squame interseminali erano assenti. I semi maturi erano disposti in strobili simili ad angiosperme primitive (Pandanus).

venerdì 12 dicembre 2008

Classis Bennettitopsida +

Classis Bennettitopsida +

Subclassis Bennettitidae

Ordo Bennettitales

Sono tutte estinte. L'aspetto generale era simile alle cicadopside, infatti potevano essere pachicauli o leptocauli con ramificazione simpodiale e possedevano foglie pennate o interne.

Ma la somiglianza era solo superficiale, poiché le bennettitali presentavano veri fiori, cioè stami maschili (microsporofilli) e ovuli (megasporofilli) avvolti da strutture sterili simili al perianzio. Gli ovuli erano unici per ogni fiore e peduncolati, poggiando direttamente sull'asse fiorale. Vi erano squame interseminali disposte a spirale. Il tegumento degli ovuli (forse era doppio in origine) sporgeva dalle squame interseminali. Gli stami erano in parte pennati, lobati o semplificati. Le sacche polliniche formavano sinangi marginali o erano immerse nella pagina superiore dello stame. Secondo alcuni autori gli stami si staccavano dalla pianta e si aprivano a terra attirando insetti pronubi.

Alcune specie erano già ermafrodite (Williamsonia aveva ancora fiori unisessuali). Si è ipotizzato che fossero già proterandre, cioè che per evitare l'autofecondazione si sviluppassero prima gli stami, che potevano disperdere il polline per fecondare altre piante che avevano ovuli già maturi. Questa serie di somiglianze ha fatto ipotizzare che le bennettitali potessero essere antenate delle angiosperme, ma oggi si tende a considerarle convergenze evolutive.

L'impollinazione era entomofila (probabilmente ad opera di coleotteri). Probabilmente possedevano ancora spermatozoidi.

Oltre al fiore era presente anche un frutto analogo che racchiudeva il seme in strati carnosi sterili. L'embrione possedeva 2 cotiledoni.

giovedì 11 dicembre 2008

Familia Zamiaceae


Familia Zamiaceae

Zamia

Possiede struttura simpodiale. Sia i megasporofilli che i microsporofilli sono riuniti in strobili. I megasporofilli portano 2 ovuli. Gli spermatozoidi hanno una lunghezza record: 1/2 mm.

mercoledì 10 dicembre 2008

Cycas revoluta


Cycas revoluta

E' la specie più comune, molto usata come pianta ornamentale. Possiede struttura monopodiale, anche se le ramificazioni sono rare e solo negli indivisi più vecchi. Possiede foglie fertili e sterili poste ad anello. Le radici si intrecciano fittamente e sono in simbiosi con alghe azzurre azotofissatrici (Anabaena).

Si distingue soprattutto per i megasporofilli non riuniti in strobili e microsporofilli riuniti in strobili. I megasporofilli portano più di 2 ovuli, questi sono molto grandi e si accrescono anche se non fecondati (è un carattere primitivo).

Nelle piante maschili, dopo che si forma lo strobilo, si ha un blocco nell'accrescimento, mentre nelle piante femminili si ha accrescimento indefinito, alternando tra foglie sterili e fertili.

martedì 9 dicembre 2008

classis Cycadopsida


classis Cycadopsida

Ordo Cycadales

Familia Cycadaceae

La classe delle cicadopside ebbe il suo massimo sviluppo nel Giurassico. Oggi sopravvivono solo poche specie, fossili viventi, appartenenti alla flora dell'America Centrale e dell'Australia.

Sono generalmente pachicauli e la loro morfologia esterna è molto simile alle palme, poiché possiedono uno stipite colonnare con ciuffi di foglie apicali disposte a spirale. Le foglie sono grandi, pennate o bipennate, ed hanno crescita apicale continua. Le nervature sono pennate e spesso dicotomiche aperte. In sezione è ben visibile il tessuto di trasfusione, costituito da cellule simili a tracheidi che collaborano al trasporto dei liquidi dalle nervature fogliari al mesofilli. Gli stomi sono aplocheilici, perciò le cellule di guardia non sono omologhe alle cellule annesse.

Gli sporotrofilli presentano una riduzione della parte sterile, in una sequenza progressiva nelle differenti specie. Sono piante dioiche: gli individui maschili possiedono gruppi di sacche polliniche ventrali sui microsporofilli, le piante femminili possiedono ovuli su megasporofilli poco differenziati in strobili o in strobili molto semplici. L'ovulo possiede 2 strutture: una camera pollinica e una camera archegoniale.

L'impollinazione è anemofila (tranne in Encephalarthos dove è entomofila per mezzo di coleotteri) e tra impollinazione e fecondazione intercorrono alcuni mesi. Il polline viene catturato con una goccia di impollinazione, in seguito raggiunge la camera pollinica dove germina e origina un tubetto pollinico austoriale che permette al gametofito maschile di lisare la nucella per raggiungere la camera archegoniale, dove si trovano gli archegoni con le oosfere. Gli spermatozoidi sono pluriflagellati.

Il seme possiede sarcotesta e sclerotesta ben sviluppate.

Molte specie delle cicadacee sono tossiche e cancerogene. I semi vengono trattati per utilizzarne l'amido.


lunedì 8 dicembre 2008

Familia Caytoniaceae

Ordo Caytoniales

Familia Caytoniaceae

Caytonia

Le foglie erano palmate o pennate e retinervie. Aveva una struttura particolare dei megasporofilli: erano pennati, portavano molti ovuli e tendevano a richiudersi sopra di essi. Si è avanzata l'ipotesi che i fiori delle angiosperme siano derivati da questa struttura, ma oggi non è un'ipotesi valida.
Gli stami avevano molti sinangi di 4 sacche polliniche e i granuli pollinici possedevano sacche aerifere, perciò avevano impollinazione anemofila. Vi sono tracce di una goccia di impollinazione per trattenere il polline.

domenica 7 dicembre 2008

Familia Glossopteridaceae

Familia Glossopteridaceae

Avevano un fusto con eustele o polistele. Possedevano gonofilli da cui è possibile sia originato il fiore. Erano costituiti da foglie ovali o laminari con nervature reticolate chiuse e con apici fertili. Potevano essere sia monoiche che dioiche.