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lunedì 16 giugno 2008

Un paesaggio floreale da scoprire


Le specie che osserverete nelle prossime schede sono un raggruppamento floristico caratteristico delle Alpi marittime Liguri; flora relitta proveniente dalle sglaciazioni.
Osservando la disposizione delle piante possiamo evidenziare una copertura vegetazionale scarsa ed in particolare su rocce aride a carattere basico (grazie alla composizione calcarea del Toraggio).
Guardando invece il paesaggio nel suo insieme possiamo pensare al tragitto attraverso il "sentiero degli Alpini" come una Tundra. Successione altitudinale facente parte dell'emisfero polare (Artico , Antartico) nel quale possiamo ammirare:
- piante di tipo mesofilo , ovvero grosse distese di prati da pascolo ove si può intravedere anche cavalli selvatici e camosci;
- piante xerofile come il Carex, Uzula, genziana Ligustica...ecc.ecc. ;
- piante igrofile come Salici , Ontani e betulle anche se sporadici;
- orofite endemiche.

sabato 14 giugno 2008

Etimologia e Storia dei Nomi

Etimologia e Storia dei Nomi

Il termine timo deriva probabilmente dal latino Thymis o Thymosus, che significa “che ha profumo” o dal greco Thymos “anima”, o anche dall’Egizio Thm, termine riferito ad una pianta che era utilizzata per il lavaggio delle salme da imbalsamare. Ciò è molto probabile in quanto i suoi pregi medicinali ed aromatici lo rendevano molto adatto per l’imbalsamazione dei cadaveri; mentre gli Etruschi e i Romani lo usavano per le sue proprietà antisettiche e balsamiche.La leggenda vuole che questa pianta sia stata il giaciglio della Madonna durante la sua fuga in Egitto, quando stanca vi si addormentò sopra. Dall’area germanica, dove la pianta conserva il nome di Marienbattstroth, (paglia del letto di Maria), tale leggenda fu assorbita dal Cristianesimo, così come l’usanza di bruciare Timo al posto dell’incenso durante le feste dedicate alla Madonna. La tradizione tedesca pagana ci parla anche della dea Freja, protettrice della pianta a divinità dell’Amore e della Primavera, il cui mito simile a quello di Teseo e Arianna, vuole che dalle sue lacrime nascesse appunto il Timo.
•È ricordato nelle scritture di Dioscoride, Ippocrate, Plinio e Virgilio.
Fra le varie leggende che accompagnano questa pianta, si racconta che nel 1630, nella città di Tolosa durante un’epide
mia di peste, vi erano quattro ladri che immuni da qualsiasi contagio saccheggiavano le abitazioni e depredavano i cadaveri senza alcun problema. Una volta presi dovettero svelare la pozione misteriosa che li rendeva immuni alle malattie: “mettete a macerare in aceto Timo, Lavanda e Rosmarino, strofinatevi bene tutte le parti del corpo e passerete immuni attraverso tutte le epidemie che il diavolo vi manda…”. Tale ricetta passò alla storia con il nome appunto dell’aceto dei quattro ladri.