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giovedì 11 settembre 2008

Uno sguardo: alla suddivisione dei taxa definiti dalla sistematica


I taxa definiti dalle classificazioni naturali vengono inseriti in un sistema di ranghi gerarchici, che possono dividersi anche in sottoranghi minori:
• Dominium
• Regnum
• Divisio (Phylum)
• Classis
• Ordo
• Familia
• Genus
• Species

Più una categoria è di rango elevato più la sua definizione è soggettiva, in quanto solo la specie è considerata la minima entità reale definibile, anche se interpretabile in differenti modi.
La classificazione naturale più seguita, anche se con diverse modificazioni a seconda degli autori, è quella cosiddetta dei “5 Regni” di Margulis e Whittaker che identifica:
1. Regnum Monera: comprende tutti i procarioti, cioè batteri e archei.
2. Regnum Protista: comprende gli eucarioti unicellulari, o se comprendente anche forme pluricellulari (alghe brune, rosse e verdi) viene chiamato Regnum Protoctista.
3. Regnum Animalia: comprendente gli organismi pluricellulari a metabolismo eterotrofo.
4. Regnum Fungi: comprendente gli organismi uni o pluricellulari a metabolismo osmotrofo (assorbimento).
5. Regnum Plantae: comprendente gli organismi pluricellulari a metabolismo autotrofo.
Seppur attualmente in uso, questo sistema viene meno al principio sistematico della definizione della diversità cioè che una specie deve essere più simile ad una specie del suo regno che non ad una di un altro, ma ciò non accade sopratutto nel regno dei protisti in cui sono inseriti gruppi tra loro molto diversi e più affini ai tre regni di eucarioti pluricellulari che da essi derivano.
Oggi si tende a considerare di più le categorie al di sopra del regno, cioè i 3 domini:
1. Dominium Archibacteria: comprendente gli archei.
2. Dominium Eubacteria: comprendenti i batteri.
3. Dominium Eukaryota: comprendente tutti gli eucarioti sia uni che pluricellulari.
Le loro caratteristiche sono sempre ben evidenti ed equivalenti. All’interno di questo schema le categorie di interesse per la botanica sistematica sono contenute all’interno degli eucarioti e sono Bryophyta, Pteridophyta, Spermatophyta e “Fungi”.

mercoledì 10 settembre 2008

Le classificazioni moderne


La tassonomia, tramite la formulazione di regole formali (tra cui la nomenclatura), permette di organizzare la diversità della vita, costruendo una classificazione in cui poter inserire una specie, permettendone così il riconoscimento. Dopo la classificazione, e quindi l’inquadramento in un gruppo, è possibile correlare più gruppi in modo da rispecchiarne l’evoluzione, cioè costruire una sistematica.
Vi sono 3 principali tipi di classificazioni:
1. Classificazioni artificiali: ne è un esempio quella di Linneo. Sono classificazioni monotetiche e divisive, cioè si parte da un gruppo ampio e se ne separano alcuni gruppi più piccoli scegliendoli opportunisticamente. Due oggetti (specie) molto simili possono quindi cadere in due gruppi molto diversi a causa di un solo carattere scelto.
2. Classificazioni naturali o predittive: vengono presi in considerazione serie di caratteri che costituiscono gruppi politetici e agglomerativi. Si verificano prima di tutto i caratteri comuni che accomunano gli oggetti (specie) costruendo insiemi o alberi, questi sono i taxa (sing. taxon). Grazie a questa classificazione è possibile rispecchiare in modo approssimativo l’evoluzione dei taxa e predirne i caratteri non noti per interpolazione. Sono le classificazioni più adottate e si basano su caratteri morfologici o microscopici.
3. Classificazioni filogenetiche: queste classificazioni si prefiggono innanzi tutto di rispecchiare la parentela delle specie e la derivazione dei caratteri nell’evoluzione. In teoria classificazioni naturali e classificazioni filogenetiche dovrebbero sovrapporsi ma vi sono difficoltà nell’analisi dei dati a causa di fenomeni di convergenza e parallelismo evolutivo. Questi non hanno significato di omologia ma di analogia causate da pressioni ambientali simili. Per esempio, le“piante succulente” comprendono piante di almeno 3 famiglie che vivono tutte in ambienti desertici ma di continenti differenti: Cactaceae sudamericane, Euphorbiaceae africane e Asclepiadaceae asiatiche. Un altro esempio è la tendenza al passaggio, nei fiori, da corolle con petali liberi (dialipetalia) a corolle con petali uniti in un tubo (gamopetalia). Seguendo questo schema la dialipetalia risulta un carattere primitivo rispetto alla gamopetalia, tuttavia ciò vale solo per alcuni gruppi, poiché vi sono stati ritorni secondari alla dialipetalia. In base alla definizione dello stato di un carattere, primitivo o derivato, si individuano gruppi definiti monofiletici, parafiletici o polifiletici. Scopo delle classificazioni filogenetiche è individuare solo gruppi monofiletici naturali. Il metodo di classificazione filogenetica sta evolvendo rapidamente in questo ultimi 20 anni ed utilizza anche dati biomolecolari e genetici, troppo ristretti e inutilizzabili a scopo pratico, così le classificazioni più usate sono quelle naturali anche se meno veritiere.

martedì 9 settembre 2008

Sintesi di Botanica Sistematica (Prof. Giuseppina Barberis)




Il nostro gruppo è stato commissionato dall'università di Genova per eseguire una sintesi del corso di Botanica Sistematica della laurea triennale di Scenze naturali sostenuto dalla Dottoressa Giuseppina Barberis su:
  • Classificazione Moderna;
  • Le principali tappe evolutive degli organismi viventi: inizio dell’affrancamento dall’ambiente acquatico;
  • Tendenze evolutive e caratteristiche delle piante terrestri;
  • Ipotesi evolutive sulle prime piante terrestri emerse;
  • DIVISIO BRYOPHYTA (fino a livello di Famiglia);
  • DIVISIO PTERIDOPHYTA (fino a livello di Famiglia);
  • DIVISIO SPERMATOPHYTA (fino a livello di Famiglia).